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Monumento ai caduti

Chiese > della Madonna

Il monumento ai Caduti


Entrando nella Chiesa della Madonna del Rosario non si può far a meno di notare, nella cappella di sinistra dove ha sede il coro, un prezioso monumento ai Caduti di cui dubito che i Bernezzesi più giovani conoscano la storia (chi scrive confessa di averla scoperta da poco).
Questa opera fu realizzata per ricordare le vittime della prima guerra mondiale, su inziativa dell'allora parroco Don Giovanni Giorgis che era stato cappellano degli Alpini e aveva condiviso con la popolazione e con i combattenti e quella tragica esperienza, tanto da scrivere: "assai più han dato i Caduti per la Patria e assai più meriterebbe il loro eroismo". Sacro Cuore (Antofoto Cervasca)
L'idea dell'opera nacque nei primi anni venti, ma passarono alcuni anni prima che fosse portata a termine e inaugurata.
Lasciamo una prima descrizione dell'opera alle affettuose parole dell'arciprete riportate nel bollettino dell'ottobre 1926: "…I marmi sono riusciti splendidi: il giallo di Siena e di Verona, il Breccio dorato di Clusone e l'onic e chiaro del Messico e l'onice scuro sono bellamente armonizzati; nell'alto rilievo in bronzo, figurante l'Italia collo stemma de Bernezzo, le famiglie dei Caduti, il Religioso e la Suora che confortarono gli ultimi istanti del morente, i
compagni reduci che si stringono imploranti ai piedi del Cuor Divino per domandare pace e gloria eterna ai Caduti, l'artista è riuscito a darci una scena commovente, unica nel suo genere…".

La spesa ammontava a cinquantamila lire: per dare un'idea della cifra basti pensare che l'importo medio delle offerte in quel periodo era di 5/10 lire, in pochissimi casi si arrivava a 20,50 o 100 lire. Nella migliore delle ipotesi, 100 lire, significava che dovevano concorrere almeno 500 offerte per coprire il costo. Nel corso degli anni successivi si riuscì a mettere insieme la cifra richiesta. Un altro termine di paragone: la realizzazione del campanile a fianco della Cappella della Maddalena costò nel 1930 "appena" diecimila lire.
L'inaugurazione fu più volte rimandata: inizialmente era prevista per il 31 ottobre 1926, poi fu spostata al 25 settembre 1927 e infine al 30 ottobre (a causa di un editto fascista che impediva inaugurazioni in quel periodo).

A proposito di quel giorno Don Giorgis scriveva con orgoglio: "dopo brevi parole di devozione e di riconoscenza dette dall'Arciprete a nome del popolo, Sua Eccellenza saliva sul pulpito ed esprimeva tutta la soddisfazione del suo cuore per un monumento che egli dichiarava il più bello ed il più significativo di quanti aveva finora ammirato, illustrandone l'alto significato spirituale e morale e rendendo onore a Bernezzo che aveva saputo così degnamente ricordare i suoi Caduti…Il monumento è benedetto: in ogni primo venerdì del mese si celebrerà una Messa a quell'altare; ma un quinto della spesa è ancora da coprire…".

Ma la storia non è ancora finita: il monumento come descritto dallo stesso don Giorgis era originariamente collocato nella chiesa di S. Pietro, collocazione che don Bernardino riteneva "infelice, nell'angolo in fondo all'edificio a fianco del Battistero, accecando per di più l'unica finestra che dava luce in quella cappellina".
Il monumento fu trasferito nella Chiesa della Madonna nel maggio del 1951 sotto la direzione dell'ing. Ferruccio Donazzan.
Lo stesso don Bernardino fornisce alcuni dettagli dell'operazione e una sommaria descrizione del monumento nell' "Inventario dei beni immobili e mobili della Chiesa Madonna", risalente al 1967: "Fu trasferito tal quale, ad eccezione della predella originale di marmo nero d'Egitto che fu lasciata in loco, per essere sostituita con altra di più ridotte dimensioni e intonata nelle colorazioni dei marmi di tutto il presbiterio nuovo. Ha due fusioni in bronzo: la statua in tuttorilievo del Sacro Cuore e il bassorilievo della patria in preghiera e in pianto che corre per quasi tutta la lunghezza del piano di mensa dell'altare. Due lesene a fascio salgono fino alla volta e terminano con un pesante arco a conchiglia. Il pannello centrale è a specchi di onice che ricevono luce direttamente dal sol levante al mattino".

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