l'esterno - Parrocchia Bernezzo

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L'esterno


Campaniche della chiesa della MadonnaA ridosso dell'abside della navata destra sorge il campanile in cotto, di stile barocco piemontese, su un bel basamento di pietra tagliata. La torre si compone di tre campate regolari con motivi decorativi in tufo e cotto, sovrastate dalle cella campanaria che si apre in quattro ampi finestroni ad arco. La parte terminale è costituita da un piccolo tiburio quadrangolare ad angoli smussati. Sulle facciate vennero ricavati i quadranti dell'orologio parrocchiale. La copertura era quasi sferica in bandone zincato protetto da una verniciatura antiruggine. Sono installate sul campanile due campane: la maggiore ha il diametro di 78 cm, la minore di 65 cm.
Sulle due campane, tra le più antiche del Piemonte, troviamo due scritte in latino con la data di fusione. Per la campana grande: «XPS. (Iniziali di Cristo) Vincit. XPS. Regnat. XPS. Imperat. XPS. A. fulgure et tempestate nos liberet et defendat - 1685»; quella piccola è dedicata e consacrata a S. Agostino a nome dell'Abatessa (madrina della campana) della Congregazione o Convento di Suore Agostiniane (don Bernardino ipotizza l'esistenza a Bernezzo nel 1700 di un convento di suore sotto la regola di S. Agostino): essa reca infatti la scritta «S. Maria. S. Augustine. Et. S. Monica orate pro nobis. die 6 augusti 1701 - Rosalia Metilda Beyma. Abb.»

Campanile Chiesa della Madonna

Una terza campana piccola del diametro di 35 cm, proveniente dal campaniletto diroccato della "cappella di Pigu" a Fontanagrassa, era stata sistemata ai piedi del campanile priva di incastellatura in attesa di trovare una degna sistemazione, e ora, da una decina d'anni, risuona sul campanile della chiesa della Madonna. L'incastellatura delle campane, tutti i ponti e le scale all'interno del campanile sono in legno. Anche la copertura della guglia terminale poggia su un'ossatura di travi e tavolati di legno. L'accesso al campanile si trova all'interno della Chiesa, dietro l'altare maggiore.
Lungo le navate laterali si contano sette contrafforti in cotto coperti da un manto di intonaco greggio che non corrispondono ai sei motivi architettonici interni. Sulla facciata sono pure visibili i contrafforti. Durante i lavori di ripristino, risanamento e riattivazione della chiesa, essendo stato abbassato il livello del pavimento interno di circa un metro, si rese necessario realizzare una gradinata, in pietra tagliata, per permettere l'ingresso in Chiesa dal livello stradale. Venne progettato e portato a termine un portale con un avamportico, addossato alla facciata, giudicato
da don Bernardino un pugno negli occhi" rispetto alla linea severa di questa. L'avamportico si compone di quattro colonne tonde in muratura, due delle quali addossate ai contrafforti,

su cui poggia un arco a tutto sesto e due trabeazioni collegate alla parete della facciata. Il tetto a due falde risulta di poco inferiore alle falde del tetto sulla navata centrale.Osservava ancora don Bernardino: "Oltre che rovinare lo stile

della Chiesa, quest'opera arreca seri danni alla stabilità della costruzione perché così ancorata alla facciata la distacca nettamente dai muri dell'edificio: la fenditura è visibile dal tetto fino alle fondamenta della chiesa, e lo strapiombo è quasi di dieci centimetri".Sulle navate laterali si aprivano due porte di accesso al livello dell'antico fondo stradale che era di oltre un metro inferiore all'attuale, come già accennato.Solo recentemente è stata riaperta quella sulla parete laterale destra mentre non è stato possibile allo stesso modo liberare la seconda perché coperta da un affresco di S. Anna.

Un'altra porta era stata aperta dopo le trasformazioni del 1700 per dare accesso al campanile, al coro e alla Chiesa attraversando il vano dell'abside destra: anche
quella venne chiusa con le generali opere di ripristino della prima metà del XX secolo.
I rosoni originali della facciata e delle absidi furono sacrificati per far posto a finestre ovali e più tardi ad altre monofore ad imitazione di quelle sulle navate laterali (ora oscurate). L'unico rosone superstite sulla facciata fu abbassato per far posto al portale, che doveva essere ancorato alla costruzione precisamente a quell'altezza.
Sulla porta di ingresso non esistono più ghimberghe o motivi della costruzione iniziale, ma una riquadratura di lesene con trabeazione.
Le due valve della porta esterna sono in noce con pannelli scolpiti con dei caratteristici rilievi e al di sopra corrispondono due ante minori.
Addossata alla navata di destra, troviamo la Sacristia, che fu ampliata con la costruzione, nel 1953, della casa parrocchiale a ridosso dell'abside centrale. La sacristia venne pure sopraelevata di qualche metro: nel nuovo locale così ricavato si era sistemato l'organo e trovava posto la cantoria.
Attualmente lo stesso organo è visibile a tutti nella navata laterale sinistra a pochi metri dall'abside.


 
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