Le rogazioni - Parrocchia Bernezzo

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Le rogazioni

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Le Rogazioni


In queste righe si cercherà di ricordare una delle più antiche tradizioni cristiane (le Rogazioni Minori risalgono all'incirca al 400 d.C.) che oggi sta scomparendo e che tra qualche anno resterà solo più nella memoria degli anziani o nelle descrizioni come questa.
Non sono serviti gli appelli dei vari parroci, più volte comparsi sul bollettino, a risvegliare l'interesse per queste processioni: "A noi il compito di conservare e di rinnovare con sempre viva fede e divozione tutte queste sante ed efficaci tradizioni di preghiera e di sacrificio (1953)…L'arciprete ha notato che molte famiglie non partecipano affatto alle Rogazioni: questo è un male, ed anche un danno; come volete che Dio benedica i nostri campi se noi dimentichiamo di rivolgerci a Lui che ci dà il sole, le stagioni, le piogge ecc. ... (1928) ".
Come è facile capire dall'etimologia (il verbo latino ROGARE significa pregare insistentemente), si tratta di processioni e preghiere di richiesta e di supplica al Signore perché protegga l'uomo e il suo lavoro nei campi, preservando il raccolto da malattie e grandine, da siccità e calamità varie. Ad esse partecipa la popolazione e le Compagnie in divisa.
Lo scopo delle Rogazioni è dettagliatamente riportato in un articolo del bollettino del 15 maggio 1954: "I fini principali delle Rogazioni sono quattro:

  • Adorare Dio, riconoscerlo nostro Creatore, Padrone e Conservatore della nostra vita e di tutte le cose nostre e, per questo, professarGli la nostra incondizionata sudditanza;

  • Ringraziare il Signore per tutti i benefici che ci ha elargito e continuamente ci elargisce nell'anima e nel corpo;

  • Riconoscere la nostra ingratitudine verso la sua infinita Bontà, piangere e detestare le nostre colpe col fermo proposito di emendarci:

  • Pregare, perché il Signore ci conceda ciò che è necessario e indispensabile per la santificazione e la salvezza dell'anima, per il trionfo della Chiesa, per il ritorno degli erranti alla Fede, per la conversione degli infedeli, e per impetrare altresì quelle cose che sono utili alla vita del corpo, cioè la salute, la benedizione sua sopra i raccolti, la protezione contro i flagelli della natura, come i fulmini, i terremoti, le peste, le grandinate, ecc.".


Le Rogazioni si distinguono in Maggiori e Minori



Le Rogazioni Maggiori

Delle Rogazioni Maggiori (dette anche Litanie Maggiori) parlava ampiamente don Bernardino in un articolo del bollettino datato 21 aprile 1967.
"La Chiesa Romana celebra il 25 aprile le Rogazioni o Litanie Maggiori, che vogliono essere una pubblica e insistente preghiera per tutte le umane necessità dell'anima e della vita nostra anche materiale specialmente colla benedizione dei campi. Fu papa Gregorio I (anno 600 circa) a scegliere questa data e fissare la solenne processione alla data del 25 aprile, perché secondo l'antica tradizione in quel giorno giunse a Roma S. Pietro per fissarvi la sede del primato apostolico su tutta la Chiesa. Perciò fu designata la Chiesa di S. Pietro come meta della lunga processione quale Chiesa stazionale. Roma pagana celebrava pure in questo stesso giorno la Robigalia, processioni in onore della divinità detta "Ruggine" e si invocavano dal popolo i suoi aiuti perché volesse tener lontano dalle messi il male detto della ruggine (attraverso il sacrificio di un cane e di un montone).
La Chiesa cattolica accettò queste spontanee preghiere del popolo per indirizzarle non già ad un semplice simulacro (una statua di pietra) ma per rivolgerle a Dio padrone e Signore delle creature e Provvidenza infinita specialmente per quanti sanno pregarlo con viva fede e sante disposizioni. Le Rogazioni conservano, nella liturgia di questi mesi primaverili, questo uso antichissimo e venerando: dobbiamo tenerle in onore e seguire volentieri tutti la sacra funzione che si apre al canto delle litanie dei Santi e si chiude colla celebrazione della Santa Messa detta delle Rogazioni…Saliremo anche noi alla Chiesa di San Pietro, per le Litanie Maggiori: dalla Parrocchia della Madonna alle ore 6. Dall'atrio della chiesa dei SS: Pietro e Paolo si darà la prima benedizione alle campagne sottostanti ora che è tutto verde e fioritura nella bella conca di Bernezzo".


Le Rogazioni Minori

Le Rogazioni Minori si svolgono (o meglio si svolgevano) nei giorni precedenti l'Ascensione. Furono probabilmente introdotte da S. Mamerto (sec. V), vescovo di Vienna nel Delfinato (Gallia). Come le Rogazioni Maggiori sono la versione cristiana di una tradizione pagana: quella dell' "ambarvalia", una processione intorno ai campi per allontanare le malattie e le disgrazie.
Poiché Bernezzo ha la fortuna di avere numerose cappelle campestri, le rogazioni si svolgevano partendo in processione dalla chiesa parrocchiale verso le cappelle di S. Giacomo, di S. Bernardo e la Confraternita, di ritorno dalla frazione Piluncian.
Anche in questo caso ci affidiamo al bollettino parrocchiale, in particolare ad un articolo di don Giorgis dei primi anni '30, per la descrizione del rito: "…Al mattino, per tempissimo, i fedeli si raccolgono in chiesa, prima che spunti il sole. Si celebra la Messa propria delle Rogazioni, in paramenti violacei (ultimamente la Messa veniva celebrata dopo la processione nella cappella o chiesa prevista, ndr.). Quindi si ordina la processione, al canto delle Litanie dei Santi, iniziate appié dell'altare fino all'invocazione "SANTA MARIA", e continuate per tutta la campagna, con itinerari diversi nei diversi giorni, in modo che ogni podere, ogni orticello, ogni zolla riceva la benedizione. Nei luoghi fissati dalla tradizione - e i contadini li conoscono bene e li tramandano di generazione in generazione - la Processione fa una sosta. Il Sacerdote interrompe le Litanie: canta un brano del Vangelo. Il popolo ascolta in piedi; si unisce al celebrante nel sollevare a Dio la preghiera formulata nell'Oremus. Quindi si prostra in ginocchio sulla strada, sull'erba, sui sassi. Il sacerdote con la croce benedice la campagna ai quattro punti cardinali, cantando:"A FULGURE ET TEMPESTATE" e il popolo: "LIBERA NOS; DOMINE". Indi il sacerdote:"UT FRUCTUS TERRAE DARE ET CONSERVARE DIGNERIS" e il popolo risponde "TE ROGAMUS, AUDI NOS". Con l'acqua benedetta si aspergono i campi, le messi tenerelle, i pampini, le semine delle piante: e i fedeli si fanno il segno della croce: la processione si ricompone, si ripigliano le Litanie…"

 
 
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